Articolo pubblicato il 12 Febbraio 2021

L’esercizio fisico che previene e cura. Ne parliamo con Giuliano Scrivano, Chinesiologo Specialista in Esercizio-Terapia e collaboratore di LILT Biella.

Giuliano Scrivano, Chinesiologo Clinico con alle spalle un curriculum lavorativo ed accademico molto rilevante. Ci racconta un po’ del suo lavoro? Quali sono le attività del Chinesiologo specialista in Attività Motorie Preventive e Adattate?

GS – Il Chinesiologo, come suggerisce la parola stessa, è lo specialista del movimento umano in tutte le sue forme. Il Chinesiologo, nonché Dottore in Scienze Motorie, con specializzazione in Attività Motorie Preventive e Adattate, in particolare, si occupa di progettare, condurre, supervisionare e valutare interventi motori studiati appositamente per soggetti di ogni genere ed età che presentino dei bisogni di salute speciali, tra cui vizi posturali, disabilità psico-fisiche, patologie croniche stabilizzate, o che siano in fase di recupero motorio post-fisioterapico, con lo scopo di promuovere le migliori condizioni di salute e benessere e garantire una buona qualità di vita.


L’attività motoria è utile come prevenzione ma anche come “farmaco” per molte malattie; in un Paese che vede l’età media alzarsi costantemente possiamo dire che lo sport “gioca” un ruolo sociale?

GS – La ringrazio perché attraverso questa domanda mi dà l’opportunità di fare chiarezza sulla differenza sostanziale tra i termini Attività Fisica (o Motoria), Esercizio Fisico e Sport. Avrà già inteso, quindi, che non si tratta di sinonimi. Infatti, mentre l’Attività Fisica è stata definita come qualunque movimento prodotto dai muscoli che produca un dispendio energetico maggiore rispetto allo stato di riposo, l’Esercizio Fisico e lo Sport sono invece due forme di attività motoria ben strutturata. L’Esercizio Fisico, però, ha come obiettivo il miglioramento della forma fisica ed il raggiungimento delle migliori condizioni di salute psico-fisica; lo Sport, invece, prevede il rispetto di determinati regolamenti e ha come finalità principale la competizione, l’agonismo e la performance.

A questo punto, posso rispondere alla sua domanda dicendo che l’Esercizio Fisico, se ben strutturato e adattato, gioca un ruolo sociale potentissimo nel mantenimento delle autonomie e quindi nella promozione di una buona qualità della vita anche in età avanzata ed in presenza di malattie croniche, oltre che nel contenimento dei costi sanitari legati all’invecchiamento e alle condizioni pluri-patologiche ad esso correlate.


Al tempo del Covid-19 come è necessario ripensare l’attività fisica? Come pensa cambierà l’approccio allo sport in futuro?

GS – Direi che la pandemia che stiamo vivendo ha riportato in modo forte l’attenzione sulle tematiche legate alla salute e, in particolare, alla prevenzione. In questo anno sono stati diversi gli studi pubblicati in letteratura in cui si è dimostrato che, tra coloro che contraevano l’infezione da SARS-CoV-2, gli effetti peggiori erano a carico dei soggetti che avevano uno stato di minore efficienza cardiorespiratoria e presentavano una condizione di multi-morbidità (cioè più patologie croniche). In questi termini, la promozione ed il mantenimento di uno stile di vita attivo, che raggiunga almeno le linee guida dell’OMS sull’Attività Fisica per le varie fasce d’età, risulta determinante per costruire un organismo più forte e resiliente di fronte al rischio di malattie infettive così come nella lotta a tutte quelle malattie croniche non trasmissibili che trovano nella sedentarietà un fattore di rischio comune.

Mi auguro, dunque, che gli amministratori diano sempre maggiore importanza all’implementazione di politiche che promuovano l’opportunità di inserire il movimento nella vita quotidiana dei cittadini, specialmente di quelli più fragili.


Associazioni come LILT contribuiscono attraverso l’informazione e con progetti concreti alla prevenzione e alla lotta ai tumori. In questo quadro si inscrive il progetto “Palestre della Salute” che ha portato alla realizzazione di una palestra outdoor Proludic a Spazio LILT Biella lo scorso anno. Ci racconta come sta andando il progetto?

GS – La realizzazione di una Palestra di Salute a cielo aperto, oltre alle altre due indoor, è stata frutto di un percorso che LILT Biella ha intrapreso negli ultimi anni credendo e sperimentando l’importanza dell’attività fisica sia nella prevenzione primaria che in quella secondaria e terziaria. In questi ultimi settori, LILT Biella ha avuto un ruolo pionieristico nel nostro Paese applicando le più recenti linee guida per la pratica di esercizio fisico strutturato e adattato per persone con malattia oncologica prima e, successivamente, per tutti quei soggetti con bisogni di salute speciali.

In questo contesto, il valore aggiunto della palestra outdoor è quello di avere uno spazio in cui poter praticare esercizio fisico all’aperto, in mezzo al verde e con attrezzature che, sotto la supervisione di chinesiologi specialisti, permettono un lavoro di alta qualità. Inoltre, è scientificamente dimostrato che, indipendentemente dall’età, praticare attività fisica all’aria aperta può apportare maggiori benefici in termini di benessere mentale rispetto alla pratica in ambienti al chiuso. Inoltre, alcune ricerche scientifiche hanno dimostrato che praticare esercizio fisico in ambienti outdoor (Palestre a cielo aperto) migliora l’umore e l’autostima anche nelle persone anziane, aumentando il piacere nello svolgimento di attività fisica e divenendo così un utile strumento nella promozione del cambiamento verso stili di vita più attivi e salutari.


Pensa che questo progetto possa essere di ispirazione per altre associazioni simili alla vostra o per amministrazioni locali?

GS – Beh direi che è sempre positivo prendere spunto da quelle che vengono definite “best practices”, cioè quelle buone pratiche che propongono dei modelli sicuri, efficaci e ripetibili, come appunto l’esperienza biellese di cui vi ho brevemente raccontato.

Di questi tempi, poi, la promozione di opportunità di movimento all’aperto risulta sicuramente una strategia vincente per incentivare uno stile di vita che abbia la pratica regolare di esercizio fisico come uno dei suoi pilastri, nonostante le pesanti restrizioni che sono state imposte alle palestre e a tutti i luoghi chiusi in cui si pratica esercizio fisico, con tutte quelle conseguenze negative di cui si è ampiamente parlato in termini di disturbi inerenti sia la sfera fisica (sovrappeso, obesità, ecc) che psicologica (depressione, ansia, ecc).

Quindi, personalmente, mi sento di incoraggiare sia le amministrazioni locali che il mondo dell’associazionismo a prendere in seria considerazione l’opportunità di realizzare “Palestre a cielo aperto” in cui, dietro specifica consulenza di chinesiologi specialisti, si possano costruire dei percorsi motori adattati al target di popolazione scelto come destinatario della proposta.

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