Articolo pubblicato il 29 Maggio 2026
Nel quartiere Lagaccio di Genova, l’Oasi del Pioppo Bianco rappresenta un esempio concreto di come un parco giochi inclusivo possa diventare molto più di uno spazio attrezzato per bambini: un intervento di riqualificazione urbana, un luogo di relazione per la comunità e un paesaggio ludico capace di raccontare l’identità del territorio.

Realizzato in via Bartolomeo Bianco, il parco si sviluppa su un’area di circa 900 mq in leggero declivio ed è pensato per accogliere bambini a partire dai 6 mesi fino ai 14 anni, con differenti abilità motorie, sensoriali e cognitive. Il progetto si inserisce nell’ambito del programma sperimentale “Dateci Spazio” ed è stato promosso dal Comune di Genova come nuovo spazio verde innovativo, sicuro e aperto a tutti.
Più che una semplice area ludica, l’Oasi del Pioppo Bianco è un progetto di paesaggio urbano: un luogo capace di trasformare un’area marginale del quartiere in uno spazio riconoscibile, accessibile e vissuto.
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Da margine urbano a spazio per la comunità
Il Lagaccio è un quartiere genovese collocato tra la città costruita e il sistema collinare del Parco delle Mura. L’area individuata per il nuovo parco si trova in un contesto di margine, vicino ad ambiti residenziali e impianti sportivi, in una zona che per anni era rimasta poco utilizzata ma sulla quale molte associazioni locali avevano espresso il desiderio di vedere nascere uno spazio ludico e ricreativo per bambini, ragazzi e famiglie.
Proprio questo aspetto rende il progetto particolarmente interessante: l’Oasi del Pioppo Bianco nasce anche come risposta a un bisogno espresso dal territorio. Il coinvolgimento della comunità, delle associazioni, delle scuole e delle realtà locali ha contribuito a trasformare il parco in un luogo con una forte dimensione sociale.
La riqualificazione non riguarda quindi solo l’area fisica, ma anche il modo in cui lo spazio pubblico viene restituito al quartiere: più accessibile, più inclusivo, più adatto a ospitare iniziative, incontri e momenti di gioco condiviso.
Un parco giochi inclusivo ispirato al paesaggio ligure

Il concept del parco nasce da una riflessione sul paesaggio ligure e sull’identità urbana di Genova. La struttura a terrazzamenti tematici richiama i muretti a secco liguri, riconosciuti nel 2018 come patrimonio UNESCO, reinterpretandoli in chiave ludica e accessibile.
L’area è organizzata in quattro livelli, ognuno con una propria identità:
Livello 1 – Il mare
Un’area dedicata ai giochi a tema marino, con arrampicate orizzontali, giochi a molla e strutture in EPDM ispirate al mondo del mare.
Livello 2 – La città
Uno spazio pensato per i bambini più piccoli, con giochi a molla, casette, scivoli e un grande gioco inclusivo accessibile.
Livello 3 – La grande torre nel bosco
Una zona più dinamica, con una torre ludica a tema naturale e giochi di oscillazione.
Livello 4 – Le coltivazioni in altura
Un’area più tranquilla e didattica, con orto, piante aromatiche locali e pannello musicale.
Questa organizzazione permette di trasformare la morfologia del terreno in una risorsa progettuale. Le differenze di quota diventano occasione di gioco, movimento e scoperta, mentre i percorsi accessibili collegano le diverse terrazze, rendendo l’esperienza fruibile e continua.
Inclusione, accessibilità e gioco condiviso
Un parco giochi inclusivo non si limita a inserire singole attrezzature accessibili, ma costruisce un ambiente in cui ogni bambino possa trovare il proprio modo di giocare, esplorare e partecipare.
Nel progetto dell’Oasi del Pioppo Bianco, le attrezzature ludiche sono state selezionate con attenzione alla varietà delle funzioni e ai diversi livelli di accessibilità. Le soluzioni Proludic sono state integrate all’interno di un disegno complessivo che alterna attività dinamiche, giochi sensoriali, spazi per i più piccoli, zone di relazione e aree più raccolte.
La presenza di giochi accessibili, superfici percorribili, attività a livello del terreno, elementi sonori, giochi di oscillazione e strutture adatte a diverse fasce d’età permette di creare uno spazio realmente condiviso. Il parco è stato progettato per accogliere fino a 115 bambini contemporaneamente, offrendo esperienze ludiche, pedagogiche e inclusive.
In questo senso, l’inclusione diventa parte del progetto complessivo: non una soluzione aggiunta, ma un principio che guida la configurazione dello spazio.

Un percorso tra gioco, natura e identità urbana
Uno degli aspetti più riusciti del progetto è la capacità di tenere insieme dimensione ludica, paesaggio e racconto del territorio.
Il mare, i vicoli, le alture, le coltivazioni, l’Acquario, le onde e il bosco diventano riferimenti familiari per i bambini genovesi, ma anche spunti di immaginazione e scoperta. Il parco non propone un tema astratto, ma costruisce un ambiente riconoscibile, radicato nel contesto locale e allo stesso tempo aperto al gioco fantastico.

La strada sinuosa che attraversa l’area richiama i percorsi irregolari e iconici della città, mentre i livelli terrazzati reinterpretano uno degli elementi più caratteristici del paesaggio ligure.
Questo approccio rende il parco un piccolo racconto urbano: un luogo in cui i bambini possono giocare, ma anche riconoscere forme, colori e riferimenti del territorio in cui vivono.
Un esempio di riqualificazione inclusiva
L’Oasi del Pioppo Bianco dimostra come un’area giochi inclusiva possa contribuire alla trasformazione di uno spazio urbano. Il progetto ha valorizzato un’area poco utilizzata del quartiere Lagaccio, restituendola alla comunità come luogo accessibile, riconoscibile e aperto a bambini, famiglie, scuole e associazioni del territorio.
La scelta delle attrezzature ludiche si integra con il disegno complessivo del parco: ogni gioco contribuisce a costruire un’esperienza diversa, fatta di movimento, equilibrio, esplorazione sensoriale, relazione e gioco simbolico. I terrazzamenti, i percorsi accessibili e le aree tematiche rendono lo spazio leggibile e stimolante, permettendo a ciascun bambino di trovare il proprio modo di partecipare.
In questo senso, il parco non è solo un insieme di giochi, ma un piccolo paesaggio urbano dove l’inclusione prende forma attraverso il progetto e dove il gioco diventa occasione di incontro, autonomia e appartenenza.
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